In Afar, nella kebele di Ewa e Yallo, gli interventi della Cooperazione italiana rafforzano i mezzi di sussistenza attraverso acqua, agricoltura e sviluppo economico locale.
Nelle kebele di Ewa e Yallo, nella regione Afar dell’Etiopia nord-orientale, la Cooperazione Italiana sostiene il rafforzamento dei mezzi di sussistenza delle comunità locali attraverso interventi integrati su acqua, agricoltura e sviluppo economico locale.
L’Afar è una delle regioni più fragili e climaticamente esposte del Paese. Caratterizzata da un ambiente arido e semi-arido, precipitazioni scarse e irregolari e temperature tra le più elevate al mondo, la regione dipende in larga misura da sistemi pastorali e agro-pastorali tradizionali, fortemente vulnerabili agli shock climatici. La popolazione locale vive prevalentemente di allevamento e agricoltura di sussistenza, attività sempre più messe sotto pressione dal ripetersi di siccità prolungate, dalla degradazione delle risorse naturali e dalla crescente scarsità d’acqua.
Negli ultimi anni, la frequenza e l’intensità delle crisi climatiche hanno ulteriormente compromesso la sicurezza alimentare delle famiglie pastorali, riducendo l’accesso a pascoli, acqua e produzioni agricole, con pesanti ripercussioni sui redditi e sulla nutrizione delle comunità.
Per rispondere a queste sfide, la Cooperazione Italiana promuove in Afar un approccio integrato alla resilienza attraverso progetti umanitari implementati insieme alle ONG LVIA e COOPI, volto non solo a rispondere ai bisogni immediati, ma anche a rafforzare la capacità delle comunità di affrontare future crisi.
Gli interventi in corso comprendono la realizzazione e riabilitazione di sistemi idrici alimentati da energia solare, fondamentali per garantire accesso sostenibile all’acqua per uso domestico, agricolo e zootecnico. L’introduzione di infrastrutture solari rappresenta una soluzione particolarmente strategica in aree remote e difficilmente raggiungibili dalla rete elettrica, consentendo una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse idriche.
Parallelamente, vengono sviluppati schemi irrigui su piccola scala per sostenere la produzione agricola locale e favorire una progressiva diversificazione dei mezzi di sussistenza. L’accesso all’irrigazione consente infatti alle famiglie agro-pastorali di coltivare ortaggi e foraggi anche nei periodi di scarsità delle piogge, riducendo la dipendenza esclusiva dall’allevamento.
Le attività comprendono inoltre la creazione di vivai comunitari, il supporto alla produzione foraggera e all’allevamento, nonché interventi di conservazione del suolo e gestione sostenibile delle risorse naturali. Queste azioni contribuiscono a contrastare il degrado ambientale, migliorare la produttività dei terreni e preservare gli ecosistemi locali, da cui dipende la sopravvivenza delle comunità pastorali.
Accanto alla componente infrastrutturale e agricola, i progetti promuovono anche opportunità di sviluppo economico locale, favorendo la creazione di piccole attività generatrici di reddito e il rafforzamento delle capacità produttive delle famiglie beneficiarie.
In un contesto dove la crisi climatica rende sempre più frequenti e severe le emergenze umanitarie, investire nella resilienza significa intervenire sulle cause strutturali della vulnerabilità, rafforzando la capacità delle comunità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e proteggere i propri mezzi di sussistenza.
Le iniziative sostenute dalla Cooperazione Italiana in Afar dimostrano come un approccio integrato – che combina accesso all’acqua, sicurezza alimentare, gestione sostenibile delle risorse naturali e sviluppo economico – possa contribuire concretamente a costruire comunità più resilienti, riducendo la vulnerabilità agli shock climatici e promuovendo prospettive di sviluppo sostenibile nei territori più fragili dell’Etiopia.