Nella zona di Borena, nella regione Oromia dell’Etiopia meridionale, la Cooperazione Italiana promuove un approccio innovativo per rafforzare la resilienza delle comunità agro-pastorali: intervenire prima che le crisi si manifestino.
Attraverso iniziative di cooperazione e interventi umanitari, AICS sostiene azioni mirate alla prevenzione degli shock climatici e alla protezione dei mezzi di sussistenza, in un contesto in cui la variabilità climatica rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza alimentare e la stabilità economica delle famiglie.
Il Borena è una delle aree più colpite dalla ricorrenza di siccità nel Corno d’Africa. Negli ultimi anni, l’aumento della frequenza e dell’intensità delle stagioni secche ha progressivamente ridotto la disponibilità di acqua e pascoli, compromettendo i sistemi pastorali tradizionali su cui si basa la sopravvivenza delle comunità locali. La perdita di bestiame, principale fonte di reddito e sicurezza alimentare, rappresenta una delle conseguenze più gravi di questi shock, con effetti a catena su nutrizione, accesso ai servizi e strategie di adattamento.
In questo contesto, rispondere alle emergenze non è più sufficiente: è necessario anticiparle.
Negli ultimi anni, la Cooperazione Italiana ha sostenuto progetti che hanno contribuito a introdurre e consolidare approcci anticipatori nella gestione del rischio climatico. Tra questi, il progetto HORA BULA (che in lingua oromo significa “lunga vita e prosperità”) ha rappresentato un’esperienza particolarmente significativa. Implementato da CESVI in partenariato con l’ONG Ayuda en Acción, il progetto è oggi concluso, ma continua a produrre effetti concreti sul territorio, contribuendo a rafforzare capacità, strumenti e pratiche che restano a disposizione delle comunità e delle istituzioni locali.
Questo approccio si fonda sull’utilizzo di sistemi di allerta precoce e analisi del rischio climatico, che permettono di identificare segnali di deterioramento delle condizioni ambientali e attivare interventi tempestivi. In questo modo, è possibile ridurre l’impatto delle crisi, proteggere i mezzi di sussistenza e limitare il ricorso a strategie di sopravvivenza negative.
Le attività promosse negli anni hanno incluso il supporto diretto ai mezzi di sussistenza delle famiglie agro-pastorali, attraverso la distribuzione di bestiame per ricostituire le mandrie colpite dalle siccità, e trasferimenti monetari (multi purpose cash assistance) per rispondere ai bisogni immediati in modo flessibile, sostenendo al contempo i mercati locali.